Le regole fondamentali per proteggere la pelle e non rallentare i risultati del trattamento

uomo che fa surf

Ho rimosso un tatuaggio... Ora?!

Decidere di cancellare un tatuaggio è un percorso che richiede tempo, costanza e un pizzico di strategia. Una delle preoccupazioni più comuni, infatti, non riguarda tanto la seduta in sé, quanto la gestione della vita quotidiana subito dopo: “posso continuare ad allenarmi?“, “cosa succede se vado al mare?

Conciliare il percorso di rimozione laser con uno stile di vita attivo e con i mesi estivi è assolutamente possibile, ma richiede la conoscenza di alcune regole biologiche fondamentali per evitare di rovinare la pelle o di rallentare i risultati

Sport e sudore: perché serve una breve pausa

Praticare attività fisica fa bene, ma nelle prime 48-72 ore successive a una seduta laser per la rimozione di un tatuaggio è caldamente consigliato tirare il freno a mano. Il motivo è puramente fisiologico

uomo che si asciuga il sudore
Il sudore: essendo composto da acqua, sali e scorie, il sudore che cola su una pelle momentaneamente vulnerabile può causare forti irritazioni, bruciori e, nei casi peggiori, favorire infezioni batteriche
Aumento della temperatura corporea: il corpo si scalda, aumentando l'afflusso di sangue anche nella zona già surriscaldata dal laser, accentuando il gonfiore e il rossore
uomo che corre in abbigliamento sportivo
Lo sfregamento: l'abbigliamento sportivo (soprattutto se tecnico e aderente) che sfrega continuamente sul tatuaggio in fase di guarigione può causare micro-lesioni o rimuovere precocemente le eventuali sottili crosticine che si formano

Il capitolo mare: sole e acqua salata sotto osservazione

Il rischio delle macchie cutanee (Raggi UV)

La pelle trattata dal laser subisce una temporanea alterazione della melanina. Esporre la zona ai raggi solari diretti senza un'adeguata schermatura significa esporsi al rischio concreto di iperpigmentazione (la comparsa di macchie scure sulla pelle) o ipopigmentazione (macchie chiare dove la pelle fatica a riprendere il suo colore naturale). Questi esiti possono diventare permanenti o allungare di molto i tempi del percorso terapeutico

Bagni in mare e in piscina

L'acqua del mare (ricca di sale e microrganismi) e l'acqua della piscina (trattata con cloro) sono agenti fortemente irritanti per una cute che sta affrontando un processo di rigenerazione. Fino a quando la pelle non è perfettamente integra e tornata alla normalità, i bagni vanno evitati per scongiurare il rischio di infezioni o ritardi nella cicatrizzazione

Il vademecum per non sbagliare: la corretta timeline

Per gestire al meglio il trattamento durante la bella stagione o se si è sportivi professionisti, basta seguire una pianificazione temporale rigorosa:

  • Pianificare in anticipo: se si programma una vacanza al mare, l’ultima seduta di laser dovrebbe essere effettuata almeno 4 settimane prima della partenza. Questo garantisce alla pelle il tempo necessario per guarire completamente prima dell’esposizione solare indiretta.
  • Protezione totale sempre: una volta trascorso il periodo di guarigione iniziale (quando la pelle non presenta più rossori o alterazioni), il tatuaggio in fase di rimozione va coperto con uno schermo solare a protezione massima (SPF 50+), da riapplicare ogni due ore se si sta all’aperto.
  • Abbigliamento tattico: durante le passeggiate o lo sport all’aperto, il modo migliore per proteggere la zona è coprirla fisicamente con indumenti leggeri in cotone o lino, preferibilmente scuri, che bloccano meccanicamente il passaggio dei raggi UV.
  • Idratazione: subito dopo lo sport o una giornata all’aria aperta, detergere delicatamente la zona con acqua tiepida e un sapone neutro, applicando successivamente una crema lenitiva e idratante per aiutare i tessuti a rigenerarsi.

FAQ

I dubbi di chi vuole rimuovere un tatuaggio

Dopo quanti giorni dalla seduta laser posso fare il bagno al mare o in piscina?

In genere è necessario attendere almeno 10-14 giorni, o comunque fino a quando la cute non è tornata perfettamente integra, liscia e priva di qualsiasi rossore o sensibilità. L’acqua salata e il cloro sono agenti fortemente irritanti che, su una pelle ancora in fase di guarigione, possono provocare bruciori intensi e aumentare il rischio di infezioni batteriche.

Posso allenarmi subito se copro il tatuaggio trattato con un cerotto o una benda?

È preferibile evitare. Anche se il cerotto protegge la zona dallo sfregamento dei vestiti, non impedisce l’aumento della temperatura corporea e la naturale produzione di sudore. Coprendo la zona, il sudore rimarrebbe intrappolato sotto la benda, creando un ambiente caldo-umido ideale per la proliferazione dei batteri. Molto meglio concedersi 3 giorni di riposo totale dallo sport.

Cosa succede se la pelle prende il sole per sbaglio subito dopo il trattamento?

Il rischio principale è la comparsa di discromie cutanee, ovvero macchie scure (iperpigmentazione) o chiare (ipopigmentazione) che possono diventare difficili da eliminare. Inoltre, poiché il laser genera già un forte calore profondo, l’aggiunta dei raggi UV su una pelle temporaneamente priva delle sue difese naturali può causare vere e proprie scottature, con la formazione di fastidiose vesciche.

Il percorso di rimozione dei tatuaggi va sospeso obbligatoriamente in estate?

Non è una regola fissa, dipende tutto dalla posizione del tatuaggio e dalle proprie abitudini. Se il disegno si trova in una zona sempre coperta dagli indumenti (come la schiena o il costato) e non si ha in programma una vacanza al mare, si può continuare il ciclo. Se invece il tatuaggio è molto esposto (come su mani, braccia o collo) o se non si vuole rinunciare alla tintarella, la scelta più sicura è mettere in pausa le sedute nei mesi caldi e riprendere in autunno.

Si possono usare creme autoabbronzanti o fare lampade solari durante il percorso?

No, ed è un divieto importante. Le lampade solari danneggiano la pelle esattamente come il sole estivo. Le creme autoabbronzanti, invece, depositano sulla superficie della pelle dei pigmenti chimici che potrebbero ingannare il raggio laser durante la seduta successiva, alterandone l’efficacia o surriscaldando la cute circostante. La pelle deve essere nel suo stato più naturale e chiaro possibile.

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