La scienza dietro le goccioline di sudore
La scienza dietro le goccioline di sudore
Sudare è una funzione biologica vitale: è il termostato naturale del nostro organismo. Quando la temperatura interna sale, il cervello ordina alle ghiandole sudoripare di rilasciare liquidi per raffreddare la pelle. In chi soffre di iperidrosi, tuttavia, questo meccanismo perfetto si inceppa. Il corpo produce un volume di sudore fino a cinque volte superiore alla norma, indipendentemente dal calore esterno, dagli sforzi fisici o dallo stato d’animo. Non si tratta di una mancanza di igiene, ma di una vera e propria condizione medica legata a un’anomalia del sistema nervoso.
Il comando della sudorazione parte dall'ipotalamo, l'area del cervello che regola la temperatura. Nell'iperidrosi, il sistema nervoso simpatico (la rete che invia i segnali involontari) invia impulsi continui, immotivati e ad altissima frequenza verso la periferia del corpo
Per far arrivare il segnale alle ghiandole, i nervi rilasciano una molecola chiamata acetilcolina. Chi soffre di questa condizione presenta una sovrapproduzione di questo neurotrasmettitore o recettori cutanei ipersensibili, che amplificano il messaggio di "attivazione"
Ricevendo uno stimolo così potente, le ghiandole eccrine (concentrate soprattutto su palmi delle mani, piante dei piedi, ascelle e viso) lavorano a pieno regime senza sosta. Il risultato è una sudorazione localizzata profusa e incontrollabile
L’iperidrosi primaria è una condizione isolata e genetica, che si manifesta fin dall’infanzia o dall’adolescenza in zone specifiche (mani, piedi, ascelle). Quella secondaria, invece, è generalizzata a tutto il corpo ed è il sintomo di un’altra causa sottostante, come squilibri tiroidei, variazioni ormonali o l’assunzione di particolari farmaci.
No, l’ansia non è la causa scatenante, anche se può fare da amplificatore. Chi soffre di iperidrosi ha un sistema nervoso che invia impulsi di sudorazione anche in condizioni di totale relax, a riposo e in ambienti freschi. Lo stress emotivo è semmai una conseguenza del disagio sociale che la patologia comporta.
Assolutamente no. Le zone colpite da iperidrosi focale (come le ascelle o le mani) rappresentano solo una minima percentuale della superficie corporea totale. Il resto dell’organismo continua a regolare la temperatura in modo perfetto attraverso le ghiandole distribuite su tutto il resto della pelle.
La medicina moderna agisce interrompendo il “dialogo” chimico tra il nervo e la ghiandola. Attraverso trattamenti medici mirati e micro-iniezioni localizzate, è possibile bloccare temporaneamente il rilascio di acetilcolina nell’area interessata. In questo modo, il comando del cervello non raggiunge più la ghiandola, che si mette “a riposo” azzerando la sudorazione per molti mesi.
Le basi scientifiche sopra descritte sono applicate al trattamento di iperidrosi botulino.
Presso le cliniche Edonise, la tecnologia viene impiegata secondo rigorosi protocolli medici per trasformare la conoscenza della biologia tissutale in risultati estetici visibili e duraturi. I nostri medici specialisti a Verona e Padova ti seguiranno durante tutto il percorso del trattamento per garantirti benessere e sicurezza.